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Lo scopo di questa iniziativa è promuovere la conoscenza e l'interesse per la chiesa di San Donato a Ripacandida e il suo ciclo pittorico.
Si ringrazia la
Pro-loco di Ripacandida,
in particolare l'infaticabile Presidente
Gerardo Cripezzi
e l'amico
ins. Gianni Petrelli.


Il contenuto di queste pagine,
raccolto ed elaborato dal
prof. Nicola Tricarico,
si riferisce ai contributi di coloro che finora si sono direttamente occupati della chiesa di San Donato.
Altro materiale sarà man mano inserito.
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Bibbia on line


La Bibbia CEI (1974)

 
Gemellaggio con Assisi L'intesa ? stata siglata da Padre Vincenzo Coli e don Ferdinando
Postato danictric il Venerdì, 26 agosto @ 17:49:06 CEST
_CONTRIBUTEDBY nictric

Gemellaggio Assisi-Ripacandida
Sancito l'accordo tra le due comunit? cristiane

di Michele Rizzo

RIPACANDIDA - Nel gremito santuario di San Donato con una sobria quanto sentita cerimonia ? stato sancito il gemellaggio tra la Basilica di Assisi e la chiesa di San Donato, fortemente voluto dalle Pro Loco di Assisi e di Ripacandida. Firmatari della pergamena celebrativa il custode della Basilica di Assisi padre Vincenzo Coli e il parroco di Ripacandida don Ferdinando Castriotti. La firma sull'importante documento, controfirmato pure dai due presidenti delle Pro Loco, Francesco Fiorelli di Assisi e Gerardo Cripezzi di Ripacandida, ? stata apposta al termine di un significativo incontro tra i rappresentanti delle due Pro Loco, presenti autorit? comunali locali, ma inspiegabilmente assenti quelle della Regione Basilicata e dell'Amministrazione Provinciale di Potenza.

Di questo atto la comunit? ripacandidese ne ? fiera perch? il suo antico santuario ? gemellato con la basilica di Assisi, che sinora era gemellata soltanto con la Basilica di Betlemme e di San Francisco (Usa). Le ragioni del gemellaggio sono nell'introduzione ai lavori del professore Nicola Tricarico, che ha detto: ?E' la gratificazione pi? grande che stiamo avendo in questo anno, dal 4 dicembre 2004 sino ad oggi, in cui replichiamo il gemellaggio con la Basilica di Assisi. La gratificazione per uno sforzo immane, quello di sottrarre la chiesa di San Donato all?ingiusta marginalit? dell?oblio. E' una perla preziosa, come potete vedere, ? nascosta, pochi la conoscono, ma quelli che la conoscono ne sono stupefatti. Certo, da soli non avremmo potuto raggiungere questo traguardo. L'aiuto ci ? venuto soprattutto dagli amici di Assisi, in particolare da Padre Vincenzo Coli, Custode del Sacro Convento, che ha creduto in questa nostra iniziativa, dalla prof.ssa Eduarda Pronti gi? presidente della Pro Loco di Assisi e da Francesco Fiorelli, attuale presidente, quindi dalla Pro Loco di Assisi che, unitamente e in collaborazione con la Pro Loco di Ripacandida, presieduta da Gerardo Cripezzi, ha appoggiato questa nostra iniziativa, avendo avuto fiducia in noi e nel successo di questa impresa. Questo successo non ? un fatto umano, io credo che siamo veramente nelle mani di Dio, per questo abbiamo anche istituito il premio nazionale "Fede ed Arte" per chi si adopera con la fede e per mezzo dell'arte per propagare le proprie convinzioni religiose?. Alla lettura del primo capitolo della Genesi, a cui si sono ispirati gli artisti degli affreschi murali del chiesa di San Donato, di padre Rocco Rizzo, ripacandidese che vive ed opera in Vaticano, sono seguite le relazioni di don Biagio Grilli su "Teologia e iconologia negli affreschi di San Donato di Ripacandida" e di padre Vincenzo Coli su "La spiritualit? francescana negli affreschi di San Donato". Don Biagio ha fondamentalmente sviluppato il concetto ?che come cristiani, ha detto, siamo chiamati a riappropriarci della nostra cultura perch? ne siamo stati un po? espropriati?. Pi? particolarmente si ? poi soffermato sui temi della teologia e dell'iconologia degli affreschi del Santuario di San Donato. ?Teologia - ha sottolineato don Grilli - intesa soprattutto come parola di Dio da riscoprire. Una parola che appunto ci trasmette l'uomo come icona di Dio. Un recupero che ? urgente fare soprattutto oggi che viviamo nella cultura dell'informatica, dove si d? il nome di icona a tutto, forse tranne che all'uomo che poi ? l'icona vivente del Dio invisibile?. Dopo la parte teologica don Biagio Grilli ha fatto una rilettura degli affreschi partendo dal primo riguardante i primi tre versetti della Genesi aiutando a capire che da quello, che fu l'inizio, bisognerebbe poi passare a Cristo Ges?, che ? il principio della creazione. Agli affreschi del sepolcro vuoto e di Cristo risorto, ha fatto riferimento padre Coli, che ha detto ?ci offrono la chiave interpretativa di tutto il programma iconografico, presente in San Donato, cio? sia delle storie bibliche sia di quelle dei santi nei quali risplende la grazia liberatrice e redentrice del Figlio di Dio: Ges? Cristo. Il riferimento al Crocifisso, ha continuato padre Coli, ci porta a posare lo sguardo, pieno di stupore, sul brano pittorico pi? prestigioso di tutto il Santuario: l'Estasi di San Francesco o l'episodio delle stimmate, per comprendere, oggi, tre valori fondamentali sui quali tessere un realistico dialogo tra i credenti delle cos? dette religioni abramitiche (Ebrei, Cristiani, Mussulmani), evidenziando cos? l'unit? della famiglia umana: Dio l'uomo, il creato/la natura?. La sovrintendente Agata Altavilla, intervenendo ha tra l'altro detto: ?Illuminanti appaiono oggi, in occasione delle celebrazioni del gemellaggio tra il Santuario di Ripacandida e la Basilica di San Francesco di Assisi, le frasi del saggio di Sabino Iusco, primo soprintendente della Basilicata, laddove dice che la chiesa di San Donato di Ripacandida potrebbe essere definita, per antonomasia, la piccola Assisi di Basilicata. Infatti, ha sostenuto la dottoressa Altavilla, gli splendidi dipinti murali di San Donato suscitano emozioni che ci consentono di cogliere pienamente l'elegante orditura delle immagini, lo sfavillante esito cromatico e , soprattutto, il profondo, solenne senso religioso che da questa architettura e da questa intelaiatura pittorica promana?. Di questo atto la comunit? ripacandidese ne ? fiera perch? il suo antico santuario ? gemellato con la basilica di Assisi, che sinora era gemellata soltanto con la Basilica di Betlemme e di San Francisco (Usa). Le ragioni del gemellaggio sono nell'introduzione ai lavori del professore Nicola Tricarico, che ha detto: ?E' la gratificazione pi? grande che stiamo avendo in questo anno, dal 4 dicembre 2004 sino ad oggi, in cui replichiamo il gemellaggio con la Basilica di Assisi. La gratificazione per uno sforzo immane, quello di sottrarre la chiesa di San Donato all?ingiusta marginalit? dell?oblio. E' una perla preziosa, come potete vedere, ? nascosta, pochi la conoscono, ma quelli che la conoscono ne sono stupefatti. Certo, da soli non avremmo potuto raggiungere questo traguardo. L'aiuto ci ? venuto soprattutto dagli amici di Assisi, in particolare da Padre Vincenzo Coli, Custode del Sacro Convento, che ha creduto in questa nostra iniziativa, dalla prof.ssa Eduarda Pronti gi? presidente della Pro Loco di Assisi e da Francesco Fiorelli, attuale presidente, quindi dalla Pro Loco di Assisi che, unitamente e in collaborazione con la Pro Loco di Ripacandida, presieduta da Gerardo Cripezzi, ha appoggiato questa nostra iniziativa, avendo avuto fiducia in noi e nel successo di questa impresa. Questo successo non ? un fatto umano, io credo che siamo veramente nelle mani di Dio, per questo abbiamo anche istituito il premio nazionale "Fede ed Arte" per chi si adopera con la fede e per mezzo dell'arte per propagare le proprie convinzioni religiose?. Alla lettura del primo capitolo della Genesi, a cui si sono ispirati gli artisti degli affreschi murali del chiesa di San Donato, di padre Rocco Rizzo, ripacandidese che vive ed opera in Vaticano, sono seguite le relazioni di don Biagio Grilli su "Teologia e iconologia negli affreschi di San Donato di Ripacandida" e di padre Vincenzo Coli su "La spiritualit? francescana negli affreschi di San Donato". Don Biagio ha fondamentalmente sviluppato il concetto ?che come cristiani, ha detto, siamo chiamati a riappropriarci della nostra cultura perch? ne siamo stati un po? espropriati?. Pi? particolarmente si ? poi soffermato sui temi della teologia e dell'iconologia degli affreschi del Santuario di San Donato. ?Teologia - ha sottolineato don Grilli - intesa soprattutto come parola di Dio da riscoprire. Una parola che appunto ci trasmette l'uomo come icona di Dio. Un recupero che ? urgente fare soprattutto oggi che viviamo nella cultura dell'informatica, dove si d? il nome di icona a tutto, forse tranne che all'uomo che poi ? l'icona vivente del Dio invisibile?. Dopo la parte teologica don Biagio Grilli ha fatto una rilettura degli affreschi partendo dal primo riguardante i primi tre versetti della Genesi aiutando a capire che da quello, che fu l'inizio, bisognerebbe poi passare a Cristo Ges?, che ? il principio della creazione. Agli affreschi del sepolcro vuoto e di Cristo risorto, ha fatto riferimento padre Coli, che ha detto ?ci offrono la chiave interpretativa di tutto il programma iconografico, presente in San Donato, cio? sia delle storie bibliche sia di quelle dei santi nei quali risplende la grazia liberatrice e redentrice del Figlio di Dio: Ges? Cristo. Il riferimento al Crocifisso, ha continuato padre Coli, ci porta a posare lo sguardo, pieno di stupore, sul brano pittorico pi? prestigioso di tutto il Santuario: l'Estasi di San Francesco o l'episodio delle stimmate, per comprendere, oggi, tre valori fondamentali sui quali tessere un realistico dialogo tra i credenti delle cos? dette religioni abramitiche (Ebrei, Cristiani, Mussulmani), evidenziando cos? l'unit? della famiglia umana: Dio l'uomo, il creato/la natura?. La sovrintendente Agata Altavilla, intervenendo ha tra l'altro detto: ?Illuminanti appaiono oggi, in occasione delle celebrazioni del gemellaggio tra il Santuario di Ripacandida e la Basilica di San Francesco di Assisi, le frasi del saggio di Sabino Iusco, primo soprintendente della Basilicata, laddove dice che la chiesa di San Donato di Ripacandida potrebbe essere definita, per antonomasia, la piccola Assisi di Basilicata. Infatti, ha sostenuto la dottoressa Altavilla, gli splendidi dipinti murali di San Donato suscitano emozioni che ci consentono di cogliere pienamente l'elegante orditura delle immagini, lo sfavillante esito cromatico e , soprattutto, il profondo, solenne senso religioso che da questa architettura e da questa intelaiatura pittorica promana?. Di questo atto la comunit? ripacandidese ne ? fiera perch? il suo antico santuario ? gemellato con la basilica di Assisi, che sinora era gemellata soltanto con la Basilica di Betlemme e di San Francisco (Usa). Le ragioni del gemellaggio sono nell'introduzione ai lavori del professore Nicola Tricarico, che ha detto: ?E' la gratificazione pi? grande che stiamo avendo in questo anno, dal 4 dicembre 2004 sino ad oggi, in cui replichiamo il gemellaggio con la Basilica di Assisi. La gratificazione per uno sforzo immane, quello di sottrarre la chiesa di San Donato all?ingiusta marginalit? dell?oblio. E' una perla preziosa, come potete vedere, ? nascosta, pochi la conoscono, ma quelli che la conoscono ne sono stupefatti. Certo, da soli non avremmo potuto raggiungere questo traguardo. L'aiuto ci ? venuto soprattutto dagli amici di Assisi, in particolare da Padre Vincenzo Coli, Custode del Sacro Convento, che ha creduto in questa nostra iniziativa, dalla prof.ssa Eduarda Pronti gi? presidente della Pro Loco di Assisi e da Francesco Fiorelli, attuale presidente, quindi dalla Pro Loco di Assisi che, unitamente e in collaborazione con la Pro Loco di Ripacandida, presieduta da Gerardo Cripezzi, ha appoggiato questa nostra iniziativa, avendo avuto fiducia in noi e nel successo di questa impresa. Questo successo non ? un fatto umano, io credo che siamo veramente nelle mani di Dio, per questo abbiamo anche istituito il premio nazionale "Fede ed Arte" per chi si adopera con la fede e per mezzo dell'arte per propagare le proprie convinzioni religiose?. Alla lettura del primo capitolo della Genesi, a cui si sono ispirati gli artisti degli affreschi murali del chiesa di San Donato, di padre Rocco Rizzo, ripacandidese che vive ed opera in Vaticano, sono seguite le relazioni di don Biagio Grilli su "Teologia e iconologia negli affreschi di San Donato di Ripacandida" e di padre Vincenzo Coli su "La spiritualit? francescana negli affreschi di San Donato". Don Biagio ha fondamentalmente sviluppato il concetto ?che come cristiani, ha detto, siamo chiamati a riappropriarci della nostra cultura perch? ne siamo stati un po? espropriati?. Pi? particolarmente si ? poi soffermato sui temi della teologia e dell'iconologia degli affreschi del Santuario di San Donato. ?Teologia - ha sottolineato don Grilli - intesa soprattutto come parola di Dio da riscoprire. Una parola che appunto ci trasmette l'uomo come icona di Dio. Un recupero che ? urgente fare soprattutto oggi che viviamo nella cultura dell'informatica, dove si d? il nome di icona a tutto, forse tranne che all'uomo che poi ? l'icona vivente del Dio invisibile?. Dopo la parte teologica don Biagio Grilli ha fatto una rilettura degli affreschi partendo dal primo riguardante i primi tre versetti della Genesi aiutando a capire che da quello, che fu l'inizio, bisognerebbe poi passare a Cristo Ges?, che ? il principio della creazione. Agli affreschi del sepolcro vuoto e di Cristo risorto, ha fatto riferimento padre Coli, che ha detto ?ci offrono la chiave interpretativa di tutto il programma iconografico, presente in San Donato, cio? sia delle storie bibliche sia di quelle dei santi nei quali risplende la grazia liberatrice e redentrice del Figlio di Dio: Ges? Cristo. Il riferimento al Crocifisso, ha continuato padre Coli, ci porta a posare lo sguardo, pieno di stupore, sul brano pittorico pi? prestigioso di tutto il Santuario: l'Estasi di San Francesco o l'episodio delle stimmate, per comprendere, oggi, tre valori fondamentali sui quali tessere un realistico dialogo tra i credenti delle cos? dette religioni abramitiche (Ebrei, Cristiani, Mussulmani), evidenziando cos? l'unit? della famiglia umana: Dio l'uomo, il creato/la natura?. La sovrintendente Agata Altavilla, intervenendo ha tra l'altro detto: ?Illuminanti appaiono oggi, in occasione delle celebrazioni del gemellaggio tra il Santuario di Ripacandida e la Basilica di San Francesco di Assisi, le frasi del saggio di Sabino Iusco, primo soprintendente della Basilicata, laddove dice che la chiesa di San Donato di Ripacandida potrebbe essere definita, per antonomasia, la piccola Assisi di Basilicata. Infatti, ha sostenuto la dottoressa Altavilla, gli splendidi dipinti murali di San Donato suscitano emozioni che ci consentono di cogliere pienamente l'elegante orditura delle immagini, lo sfavillante esito cromatico e , soprattutto, il profondo, solenne senso religioso che da questa architettura e da questa intelaiatura pittorica promana?.

Michele Rizzo



 
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